Il Galana
| L'Etichetta |
Galàna. Rosso dei colli del Limbara. Cantina del Vermentino di Monti
Sul fondo nero che si fonde con il nero della bottiglia emerge la Dea Madre, simbolo e figurazione della terra, simbolo della dea della fertilità. E’ colei dalla quale si nasce e alla quale si torna: la terra.
La dea madre o Gea (Grande Madre) è una delle figure femminili archetipe più note.
Il suo culto risale al periodo neolitico in cui la donna - in quanto madre - sovrintende non solo i riti della nascita, ma anche quelli della morte.
La Grande Madre rappresenta una divinità primordiale, genitrice e nutrice, la sola a detenere il segreto della vita e l’unica con il potere di trasmetterla, a sua discrezione, agli altri esseri umani, agli animali, alla terra e alle piante.
La statuetta, nella variante “a placca traforata” di Porto Ferro, sborda dall’etichetta nella parte superiore con la testa quasi a indicare essere lei il vero segno-simbolo di riconoscimento di questa bottiglia.
L’etichetta in se non esiste. L’attenzione si concentra solo sulla rappresentazione dell’idolo. Il nome “Galana”, che significa elegante, sembra inciso sulla bottiglia.
Pochissimi elementi, ma di grande impatto. Una sintesi per non distrarci dal concetto e dal contenuto. Peraltro la forma stessa dell’etichetta suggerisce un tronco di cono con il vertice tagliato posto inferiormente e con gli spigoli sapientemente arrotondati esattamente in linea con la simbologia neolitica della Dea Madre nell’ambito della cultura di Ozieri.
«Il culto della Dea Madre si esprime in una vasta produzione di statuette fittili e in marmo riconducibili allo schema geometrico "cruciforme" o "a traforo". Quelle a schema cruciforme, di cui è tipico l'idolo di Senorbì, presentano gambe e fianchi fusi in un cono rovesciato ... Gli idoli "a placca traforata", esclusivamente in marmo, presentano una stilizzazione geometrica ancor più rigida del tipo di Senorbì. Il busto e le braccia sono costituiti da una placca trapezoidale in cui due intagli triangolari staccano le braccia ripiegate a squadra; sono sempre rappresentati i seni e talora alla base del collo appare la doppia incisione a V. ...L'analisi dei contesti da cui provengono i vari esemplari finora ritrovati, fra i quali quelli più noti sono quelli di Porto Ferro, sembra suggerire che la produzione delle statuette a traforo abbia avuto inizio in ambito tardo-Ozieri e si sia protratta in facies culturali successive; anche per questo tipo sono stati stabiliti confronti con l'ambiente egeo» (D. Cocchi Genick, Manuale di Preistoria, Neolitico).
La Dea Madre che contiene e preserva il contenuto prezioso di questa elegante bottiglia. Etichetta minimale di estrema eleganza.
Etichetta dell’anno 200 al 13º Concorso Internazionale di Packaging, svoltosi a Verona, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al 42º Vinitaly è stata disegnata da I.S. Idea Studio di Cagliari.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 26 Maggio 2011 21:52)


