Piero Cella. La passione di un enologo
| Cantina Contini |
Prima ancora di essere un qualificato e rinomato enologo, Piero Cella (figlio d’arte, il padre Domenico è stato l’enologo storico della gloriosa cantina sociale di Arborea, patria delle doc sarde Trebbiano e San Giovese d’Arborea) è soprattutto un instancabile innamorato di vigna, uva e vino.

Più che la scuola istituzionale di Enologia, fondamento basilare per la sviluppo della professione, hanno influito gli anni della sua formazione trascorsi con uno dei più importanti enologi italiani e nel mondo, Giacomo Tachis.
Cella in 13 anni di apprendistato prima e collaborazione poi con Tachis è riuscito così a far tesoro e valorizzare gli insegnamenti dell’illustre maestro del vino, definendo negli anni una sua autonoma professionalità.
Un corpus di esperienze caratterizzato dal rispetto per la tradizione con una chiara apertura verso la ricerca e la sperimentazione. E proprio questa spiccata attitudine verso ciò che è nuovo supportata da un alto profilo di conoscenze e professionalità hanno permesso a Cella di entrare di diritto tra i grandi dell’enologia sarda e raggiungere altissimi livelli in ambito nazionale.
A dirlo non sono solo i numerosi riconoscimenti raccolti negli anni nelle kermesse più importanti d’Italia (fra tutte il Vinitaly), ma soprattutto è il successo, riconosciuto da pubblico ed esperti, del suo lavoro.
Con la cantina Contini di Cabras, innanzitutto (le produzioni del Vernaccia e soprattutto la creazione di un vino pluripremiato come il Karmis).
Nel 2003 il prezioso lavoro, riconosciuto in ambito nazionale, svolto sul Carignano nella cantina Mesa di Sant’Anna Arresi.
Gli interventi sulle produzioni di Malvasia di Bosa. Per non parlare poi dell’alta qualità raggiunta nelle sue consulenze sui vini emblema dell’Isola: il Cannonau e il Vermentino.
E la storia continua, oggi, con le bollicine.

Intervista a Piero Cella e Angelo Spanu

